Storia personale e vicenda Medical Sport Center Riabilitazione

Gentili lettori, ho aspettato la seduta del Consiglio di ieri,  luogo spesso utilizzato dal consigliere comunale per i suoi sproloqui, prima di rispondere alle reiterate insinuazioni e diffamazioni propalate dallo stesso con lo scopo di applicare, anche alla mia persona,  il cosidetto “Sistema Sergio Costanzo”, cioè quella forma di pressione mediatica infarcita di accuse e minacce politiche e giudiziarie, finalizzate ad  incutere timore, o per suscitare la preoccupazione nelle persone impegnate in politica, di fare le cose o nel prendere posizione perché poi “ Costanzo mi attacca…”.

Ma, purtroppo per lui, con me ha sbagliato bersaglio. Il “campione senza tituli”, “TITULI” CHE PER ME NON SONO QUELLI DI STUDIO O PROFESSIONALI O FAMILIARI, CHE IO POSSO SEMPRE DIMOSTRARE, MA QUELLI MORALI CHE CERTO NON ALBERGANO NELLO STILE DEL CAMPIONE DELLE FALSITA’ PER COME POTRANNO APPURARE TUTTI COLORO CHE AVRANNO LA PAZIENZA E L’INTERESSE A LEGGERE LE RISPOSTE A TUTTE LE MESCHINE INSINUAZIONI RIPORTATE SIA SUL SUO PROFILO FACEBOOK CHE SUI MEDIA.  

Per questi motivi, proverò a sintetizzare la verità dei fatti su ogni argomento che lui ha tirato in ballo per infangare la storia personale e imprenditoriale delle persone, con offese di cui ne risponderà in ogni sede. Ma prima dei giudici (da lui sempre invocati, ai quali, eventualmente, potrebbero tornare utili i contenuti riportati) vorrei che siano i lettori a giudicare chi dice la verità e, soprattutto, se le cose che io ho detto e scritto anche dieci anni prima che fossero diventate di dominio pubblico, perché arrivate a sentenza, rispondevano al vero. Per cui consiglio ai leoni della tastiera e a quelli che di giorno fanno la morale sui social e sui media (tipo quelli che la sera rubano ai vecchietti o chiedono mazzette a destra e a manca), di leggere tutto con attenzione, prima di emanare sentenze o offese o di rilanciare con slogan vuoti e senza senso, sperando di depistare dagli argomenti. Sono sicuro che tra costoro ci sarà qualcuno con un minimo di onestà intellettuale che lo farà riflettere. Si parte con il primo argomento tirato in ballo e cioè la storia personale che lui dice di conoscere benissimo e la vicenda della Medical Sport Center Riabilitazione, tirata in ballo solo per creare confusione nei lettori. Per gli approfondimenti, a chi è interessato, rimando ai link richiamati nel testo perché chi dice la verità non ha mai timore a documentarla.

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Il “campione senza tituli” ha scritto di “conoscere la storia personale e politica di ognuno di noi anche perché siamo nell’era del web 3.0 dove basta cliccare sui motori di ricerca per conoscere tutta la storia”, richiamando, tra le altre cose che leggerete di volta in volta, anche la vicenda che ha interessato la Medical Sport Center Riabilitazione. In ogni polemica, il ns campione si erge a paladino del popolo, lui che dice di venire dal popolo quindi dal popolo legittimato a difenderlo dalla barberie dei “prenditori”  che affamano le persone o dagli “speculatori” che saccheggiano la città. Peccato per lui che la storia di chi scrive è l’esempio classico di chi viene dal popolo e che ha lavorato e lottato contro tutti per poter affermare  i principi di onestà, lealtà, coraggio e determinazione trasmessi dagli esempi della propria famiglia, con un padre carabiniere che la mattina partiva da casa (Serrastretta) alle cinque per tornare da Catanzaro la sera alle 20, scampato miracolosamente al disastro della Fiumarella, ed una madre casalinga impegnata a crescere i figli ed aiutare i genitori nelle loro attività. Ho fatto il cameriere da quando avevo 12 anni, cosa che mi permetteva di essere autonomo dalla mia famiglia per le piccole spese con gli amici, per poi fare il calciatore per potermi mantenere all’università (all’epoca, nel calcio professionistico e semiprofessionistico, eravamo solo in due a riuscire a conciliare lo studio di medicina con l’attività sportiva) e cosi dopo per potermi specializzare e fare dottorati di ricerca etc. Appena laureato ho avuto il coraggio di aprirmi lo studio, cosa possibile solo perché mia moglie ha avuto la bravura di vincere da giovanissima il concorso di insegnante e quindi potermi prestare la fidejussione in banca per acquistare tre apparecchiature fisioterapiche. Ho riscosso da subito un grande successo professionale che mi ha portato, dopo qualche anno, a realizzare la Medical Sport Center presso il Centro Commerciale Le Fornaci dove, in quasi venti anni, ho curato persone provenienti da tutta la Calabria e non solo, Atleti nazionali ed internazionali di varie discipline sportive, oltre ad essere Centro di Riferimento nazionale (insieme al Rizzoli di Bologna) per la riabilitazione isocinetica (si trattava di apparecchiature computerizzate, importate dall’America, presenti solo a Catanzaro e a Bologna). Struttura  fiore all’occhiello della Riabilitazione nazionale (i lavori scientifici prodotti in quella sede sono citati in diverse pubblicazioni nazionali ed internazionali) con il nome della città di Catanzaro  risuonato in varie parti del mondo dove si sono tenuti i Congressi nei quali ho presentato i risultati  (per i particolari basta cliccare www.claudioparente.com – attività scientifica). Medical Sport Center srl che dovetti abbandonare come socio, amministratore e professionista, nel febbraio 2010 (pag.24 visura storica camerale allegata), in quanto, presentandomi alle elezioni regionali e poi diventando consigliere, sarei stato prima ineleggibile e dopo incompatibile. La struttura venne ceduta ad un’altra società (pag.39 – visura camerale allegata) che chiese, per poter sfruttare la storia ed il successo maturato in circa 20 anni, di poter mantenere il nome originario a cui aggiungere la parola Riabilitazione per differenziarla dalla Medical Sport Center srl che ieri come oggi ancora opera nel settore socio-sanitario. Nuova società che dopo alcuni anni fu costretta a chiudere per le solite difficoltà burocratiche con la Regione e nei pagamenti con l’Azienda sanitaria ma, soprattutto, perché le attività ambulatoriali specialistiche si imperniano sul nome del professionista a cui la gente si lega e di cui la gente ha fiducia.  Nel caso specifico la gente chiedeva solo di me, che non c’ero più, sebbene ci fossero altri valenti professionisti oltre ad un team molto preparato di fisioterapisti che mi avevano seguito per oltre vent’anni nei vari studi attivati (Lamezia, Cosenza) cosi come tanti medici, formati dal sottoscritto, sono poi diventati primari o medici dello sport di indubbie qualità (De Nicola, medico sociale del Bari e poi del Napoli per 15 anni, Massimo Iera del Catanzaro e del Crotone, etc) . Ebbene il “campione senza tituli” utilizza anche questa situazione per infangare e cercare di far credere che la colpa fosse mia e di Massimo Poggi se quella società ha poi deciso di chiudere quattro anni dopo che sia io che Massimo Poggi non facevamo più parte come si evince, oltre che dalla visura camerale, per quanto riportato da un articolo, allegato, di un dipendente (rappresentante sindacale dei lavoratori) quando la struttura fu chiusa.  Quindi prima grande falsità del  “campione senza tituli”.

Il prossimo argomento tratterà la vicenda dell’U.S. Catanzaro vero paradigma di una storia calabrese.

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